11 Marzo 2011

È UN CASO? È UN MIRACOLO?

L’altro giorno, leggendo un libro (AMARE SENZA CONDIZIONI – riflessioni dalla mente di Cristo) sono “inciampato” sul capitolo “il bisogno di miracoli” e mi sono deciso a scrivere quanto è successo nella mia vita.

Alcuni di voi, miei amici qui nel sito o anche nella vita privata, già sanno (chi più e chi meno) parte di ciò che stò per rendere "più pubblico".

Parto da ciò che dice il libro:

- I miracoli sono la dimostrazione dell’azione della Mente Divina nella tua mente e nella tua esperienza e sono strumenti necessari per l’insegnamento, proprio come lo erano duemila anni fa. Ogni miracolo dimostra che l’amore è più forte della paura.

Non sottovalutare quanto del tuo mondo sia nato dalla paura, guardati intorno e osserva i tuoi pensieri.

C’è un luogo dove la tua paura non ha preso piede?

Non te lo chiedo per deprimerti, ma solo per farti essere realistico e farti vedere le cose per quello che sono. Fai un inventario dei tuoi pensieri. Non puoi arrivare all’amore senza renderti conto di quanto i tuoi pensieri siano basati sulla paura.

Renderti consapevole dei tuoi pensieri di paura offre la possibilità di un’alternativa. Ma, per favore non cercare di sostituire pensieri negativi e pieni di paura con pensieri positivi e di amore, perché questo creerebbe solo un conflitto mentale. Lascia invece lavorare la consapevolezza, semplicemente rendendoti conto della paura e percependola.

Poi, quando l’avrai sentita fino in fondo, dì semplicemente: “Padre, sono pronto ad attraversare la mia paura. Aiutami per favore”. E sii disposto a ricevere l’aiuto richiesto. Posso assicurarti che non ti sarà rifiutato.

Quando chiedi aiuto, riconosci l’esistenza di un potere più grande della paura ed esprimi anche il desiderio di lavorare con esso per uscire dalla paura dal conflitto della tua vita.

Vorrei suggerirti anche un’altra cosa: quando chiedi aiuto, riconosci che stai chiedendo che i tuoi pensieri siano cambiati e afferma: “Padre, sono disposto a cambiare idea rispetto a questa situazione. Per favore, aiutami a vedere con i Tuoi occhi con eguale amore per me stesso e per gli altri”.

Questa, fratello mio, è una preghiera efficace, riposati nella sua forza e nella sua pace; lascia che Dio ti risponda in ogni parola, in ogni gesto, in ogni azione. Non puoi sperimentare il Miracolo, se non sei disposto a riceverlo.

Per sperimentare il Miracolo, sono necessarie le seguenti condizioni:

  1. Devi sapere di averne bisogno.
  2. Devi chiederlo sinceramente.
  3. Devi essere disposto a riceverlo.

Quando tutti e tre i fattori saranno presenti, il Miracolo si manifesterà.

Purtroppo, anche se il Miracolo si fosse manifestato nella tua vita, potresti non saperlo. Questo perché hai un’idea preconcettata di come il Miracolo dev’essere. Così, anche se sta seduto proprio accanto a te, potresti non riconoscerlo.

A che serve un Miracolo se non riesci a trovarlo? Se accettassi il Miracolo con il cuore, capiresti che potrebbe presentarsi in un modo diverso da quello che avresti immaginato. Sii aperto alla sua presenza nella tua vita e permettigli di rivelarsi a te.

Alcuni di vuoi potrebbero chiedersi: “Perché Dio non mi fa il Miracolo che gli chiedo?”. Questo è dovuto al fatto che il Miracolo che chiedi potrebbe non liberarti della paura e, pertanto, non essere miracoloso. La tua paura ricreerebbe le condizioni che ti hanno portato ad aver bisogno della dimostrazione richiesta.

Lascia che Dio sia l’unico a rispondere alle tue preghiere, non cercare di dirGli di cosa hai bisogno: Egli lo sa meglio di te. Puoi avere fiducia in questo. Apriti alla Sua presenza nella tua vita e sii disposto ad imparare da Lui e su di Lui. Con questa disponibilità, la paura svanirà e tu ti risveglierai alla tua vera natura. –

Ora arrivo a me, a ciò che ho potuto sentire, vedere e vivere.

Parto da una cosa che mi ha raccontato una persona, un amico direi:

aveva fatto un incidente automobilistico piuttosto grave ed era stato ricoverato in ospedale.

Aveva una qualche grave infezione ad una gamba e il dottore che lo seguiva lo aveva avvisato che se entro un paio di giorni non cominciava a migliorare: avrebbero dovuto amputare.

La notte stessa, sentì una voce dentro di se, un po’come parlare con se stessi anche se era un po’diverso. Quella voce gli disse che se voleva salvare la gamba, avrebbe dovuto tagliarsi la coda.

Era un tipo sul Country, appassionato di cavalli, stivali e capelli lunghi. A dire suo i capelli erano il suo orgoglio, forse la cosa a cui teneva di più.

Fatto stà che li tagliò e dal giorno successivo la gamba iniziò a migliorare.

C’è chi dice che in quei casi si parli con il proprio inconscio, chi dice con l’anima, con Dio o con il proprio Angelo Custode…per me non è importante con chi credi di parlare…l’importante è il risultato.

L’ho conosciuto “per caso” ad una partita di calcetto…il che dovrebbe svelarvi che stà bene, una meraviglia direi.

 

Cosa penso?

Beh, a me è successo qualcosa di simile, più di una volta.

Anch’io come lui ho fatto un incidente in macchina…”per caso” perché capita che da soli, da sobri e a bassa velocità si può comunque uscire di strada…il che in un qualche linguaggio superiore può voler dire che la strada che stiamo percorrendo, nella nostra vita, non è quella giusta.

Non so definire bene quando ma anch’io, attorno a quel periodo appena successivo all’incidente, ho fatto un “discorso strano con me stesso”.

Ero a letto e una voce mi risuona nella mente e mi dice: “devi lasciare Alice”.

Alice era la mia ragazza in quel tempo…eravamo assieme da quasi sette anni.

Risposi: “perché?”

Lui: “perché non è quella giusta”

Io: “lo so…ma non ho motivi per lasciarla”

Sapevo che le cose non andavano benissimo, cioè percepivo qualcosa ma non c’erano motivi per separarsi…almeno credevo. Così aggiunsi: “forse se mi innamorassi di un’altra…potrei”

E ciò che aggiunsi poi…probabilmente mi fregò: “si ma non di una qualsiasi: di quella giusta”

Lui: “ti costerà”

Io: “lo so…mi conosco: non tradirei, le cose non funzionerebbero subito…ma la potrei vedere dopo un anno”

Lui: “due”

Io: “uno e mezzo…”

Lui: “vediamo cosa posso fare”

 

Poi mi sono dimenticato tutto, tutto quel discorso. Il ricordo è riaffiorato più avanti…molto più avanti. Intendo dopo l’aver conosciuto “Debora”, dopo l’essermene innamorato, dopo che tra me e lei ci fu un taglio netto senza neppure un bacio, dopo che tra me e Alice le cose finirono e dopo più di un anno di ricerca di questa Debora.

Però mi si avverò tutto: dopo un anno e mezzo…l’ho rivista.

In tutto quel tempo sono cresciuto, mi sono ritrovato a seguire corsi sull’energia e probabilmente ad andare oltre.

Per la cronaca: non stò con Debora…non ancora.

Non so se definirlo un Miracolo…ma non è il solo e questo mi fa pensare e sperare.

 

Un’altra volta, ero con degli amici, ad una specie di fiera. C’erano macchine agricole, automobili e una sfilata valevole per “miss bella di marca”. Eravamo un gruppo misto: donne per i vestiti, maschi per le modelle ma un amico ed io ci siamo staccati dal gruppo per vedere le macchine…perché lui aveva intenzione di cambiare la sua. Fatto sta che dopo il “giretto vetture”, guardo il palco, poso gli occhi sulla ragazza che stava sfilando e mi dico: “per una così…potrei anche lasciar perdere Debora!”.

La voce interiore: “la vuoi conoscere?”

Io: “perché no?”

Lui: “è pericoloso”

Io: “so bene ciò che provo per Debora e ne so il significato”

Non mi rispose.

Comunque, tempo dopo, dopo esser entrato nella pagina fecebook di un’amica, guardando le sue foto…mi resi conto che era lei: la fanciulla di quel “discorso tra me e me” (erano le foto del concorso, di quella sera).
È un caso? È un Miracolo?

3 commenti

  • Themadkurt

    chi ha scritto quel libro è un illuminato

    In poche righe ho trovato molti concetti interessanti e molte connessioni con altre filosofie distanti migliaia di chilometri ed anni dal Cristianesimo.
    Mi piace molto la definizioe di Miracolo come qualcosa che ti fa superare le tue paure. Perché è qualcosa di grandioso, che cambia la tua vita, che cambia in effetti la realtà fisica senza doverla alterare.
    Penso che le mie più grandi paure siano legate a perdere le persone che amo, a dovermene un giorno staccare. È un pensiero che mi è sempre stato insopportabile e che continua ad esserlo. Un Miracolo per me sarebbe superare quest'attaccamento.
    Scritto il: 12/03/2011 12:59:51
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