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2. 3. 4. 5. | 04 Febbraio 2012
IL LUOGO DI NON LUCE E VITE PRECEDENTI (una mia esperienza personale)Ognuno di noi, prima di manifestarsi a questo livello, sceglie un determinato percorso e si prende degli impegni. Come Portatore di Luce, il mio (al momento) è fare delle esperienze e condividerle. Un paio di mesi fa, sono capitato su un articolo il quale diceva che, da alcuni studi, è emerso che dopo la morte, la nostra anima passa un periodo variabile (soggettivo) in un luogo di “non luce”. Avendo già alcune informazioni da dolori che ho avuto in questa vita, che riflettevano esperienze di quella passata, ho deciso di testare la durata del periodo di non luce, sottrarla alla mia data di nascita e poi andare a verificare se ci fossero altre informazioni su me stesso, visto che risultavo esser stato un calciatore, di aver giocato per la nazionale del mio paese e che un infortunio mi aveva costretto al ritiro. Ho testato e gli anni trascorsi in non luce sono stati 11. 1983 – 11 = 1972 Ho cercato su internet: “calciatori morti nel 1972”; e mi si è aperta una finestra con tutte le morti di quel anno, divise per mese ma non per categoria. Intendo dire che c’erano tutti: cantanti, attori, politici, ecc… Ovviamente personaggi che avevano “lasciato un segno”. La ricerca sembrava lunga, in alcuni mesi c’erano anche 3-4 calciatori, in altri nessuno. Ma non volevo perdere tempo ed energie a testarli uno ad uno. Sicchè testo il mese di morte e mi dice: luglio. Guardo in luglio e ce n’è uno: “J.P. Diddens”; è stato un calciatore della nazionale belga. Ho cercato più informazioni ed effettivamente si è ritirato all’età di 28 anni, mentre solitamente a quegli anni si ritiravano sui 35. Che sia stato davvero l’infortunio come mi avevano già detto altri test fatti anni fa??? Purtroppo non ho trovato altre informazioni, sinceramente mi sarebbe piaciuto poter vedere com’ero, in una foto… ma si vede che non è necessario. Comunque, qualche tempo dopo, così dal nulla, mi sono detto: “ero il più forte…”; e l’ho sentito. Per qualche momento ho rivissuto il mio rammarico, il mio dolore, che in parte si è riflesso anche in questa vita (a calcio ero forte ma ho sempre avuto diversi problemi fisici) e mi sono detto: “ma, si , tranquillo, si vede che hai qualcosa di meglio da fare!”; mi sono rasserenato e piano, piano, sentito in pace. Lascio a tutti la possibilità di trarre le proprie conclusioni. L'Universo (che è il più Grande Maestro), ci lascia sempre i puntini di sospensione affinchè ognuno possa imparare. L'unica cosa che mi sento di aggiungere è che, secondo me, spesso la realtà entra in conflitto con i nostri sogni, con ciò che crediamo sia meglio per noi ma ciò che creiamo (nelle situazioni nelle quali ci infiliamo) non è un male. Spesso creiamo queste situazioni proprio per liberarci di ferite passate o di convinzioni che non ci servono più per continuare a seguire il nostro Dharma Personale. Viviamo in un tempo meraviglioso, nel quale la Luce è più forte delle Tenebre e nel quale Tutto può cambiare, basta essere disposti a lavorare su noi stessi. Vi ringrazio per l’attenzione e spero possiate aiutarvi a seguire con gioia il vostro Dharma Personale. 01 Febbraio 2012
Grazie NonnaCarissima Nonna, probabilmente ora sarai nel "luogo di non luce". Non ti preoccupare, presto tornerai a nuova vita e questo mondo, sarà un mondo diverso. Ti amo tanto, GRAZIE. Un abbraccio infinito. 22 Ottobre 2011
ARMONIA & LUCE
Tu sei qui per te stesso, per fare il tuo percorso, adempiere al tuo destino e imparare ad amare te stesso e gli altri allo stesso modo e incondizionatamente. 12 Settembre 2011
IL BENESSERE FISICO È DATO DALL’ARMONIA TRA MENTE, CUORE E SPIRITOEsiste una via, il nostro DHARMA PERSONALE, che è il sentiero evolutivo già stabilito dalla nostra Anima al momento della nostra nascita. Questa via permette all’uomo di evitare la sofferenza, accettando di sua spontanea volontà la conoscenza del Sé. Al fine di seguire al meglio questa via, occorre allineare allo Spirito anche la Mente e il Cuore, tenendo presente che le potenzialità di ciascun individuo sono già presenti nella Coscienza sotto forma di semi e l’Inconscio indica la via da seguire, esprimendosi in linguaggi “misteriosi”. Imparare ad “ascoltarsi” può rivelarsi fondamentale per trovare l’equilibrio necessario a seguire il proprio Dharma e vivere in armonia con se stessi e con l’Universo che ci circonda. 10 Maggio 2011
LA NOSTRA PRIMA PAURA UNIVERSALE: SEPARAZIONE E ABBANDONO(tratto dal medesimo capitolo di “la Matrix Divina - un ponte tra tempo, spazio, miracoli e credenze”) Tutti indistintamente abbiamo la sensazione di essere soli. Ogni persona e ogni famiglia hanno in sé la sensazione inespressa che in qualche modo siamo separati da chiunque o da qualunque cosa sia responsabile della nostra esistenza. Percepiamo vagamente, nelle nebbie della nostra memoria ancestrale, che fummo portati qui e poi abbandonati, senza nessuna spiegazione o ragione. Perché dunque ci dovremmo sentire diversamente? Anche davanti ad una scienza che è in grado di far scendere l’uomo sulla luna e di decifrare il nostro codice genetico, non sappiamo ancora esattamente chi siamo. Sicuramente non sappiamo per certo neanche come siamo arrivati fin qui. Percepiamo interiormente la nostra natura spirituale, mentre cerchiamo conferma ai nostri sentimenti. Per mezzo della letteratura, del cinema, della musica e dei riferimenti culturali facciamo una distinzione fra il nostro posto qui e sulla Terra e un lontano regno celeste, situato altrove. In occidente, affermiamo la nostra separazione dal Creatore attraverso il modo in cui abbiamo tradotto la grande preghiera biblica che descrive questo rapporto: il Padre nostro. Ad esempio, la sua traduzione occidentale più comune inizia così: “Padre nostro che sei nei Cieli”, sottolineando la separazione. Secondo tale interpretazione, noi siamo qui e Dio si trova in un altro luogo, molto lontano da noi. Il testo originale in aramaico, invece, presenta una prospettiva diversa del nostro rapporto con il Padre celeste. La stessa frase viene infatti tradotta così: “O Radioso, Tu risplendi in ognuno di noi e al di fuori di noi – perfino l’oscurità risplende – quando noi rimembriamo”, rafforzando l’idea che il Creatore non è separato e lontano. Al contrario, la forza creativa del Padre nostro – qualunque sia il significato che le attribuiamo – non solo è con noi, ma è noi ed è infusa in tutto ciò che consideriamo il nostro mondo. La scoperta del Codice della vita nel 2004 e il messaggio che ne scaturisce dalla traduzione del DNA della vita in lettere dell’antico ebraico e dell’alfabeto arabo antico, sembra dar credito a questa traduzione. Quando seguiamo le indicazioni che ci sono state tramandate nel libro mistico del I secolo, il “Sefer Yetzirà”, scopriamo che ciascuno degli elementi che compongono il nostro DNA corrisponde a una lettera di quegli alfabeti. Se si fanno le dovute sostituzioni, si scopre che il primo strato del DNA nel corpo umano in effetti sembra confermare l’antica ammonizione secondo cui una grande intelligenza risiede ovunque, inclusi gli esseri umani. Il DNA umano letteralmente recita: “Dio/Eterno nel corpo”. DUE PASSI VERSO L’AMORE INCONDIZIONATO(tratto da "Amare Senza Condizioni - riflessioni dalla mente di Cristo) L’esperienza dei tuoi genitori non è stata diversa dalla tua né da quella dei tuoi figli. Avete tutti bisogno di guarire le stesse ferite. Dovete prendere coscienza di tutte le violazioni e di tutti i peccati, mentre le emozioni ad essi collegate devono essere liberate. È in questo modo che tutti gli esseri feriti passano dall’esperienza dell’amore condizionato a quella dell’amore senza condizioni. Durante il processo di guarigione, devi imparare a dare a te stesso l’amore incondizionato che non hai mai ricevuto dall’esterno, in questo modo rinascerai dalla Fonte dell’Amore che è dentro di Te. Imparare a dare amore alla persona che è dentro di te comincia a rovesciare la tua convinzione che il tuo valore si basi sulla relazione degli altri. Lentamente ti abitui a valutarti per quello che sei qui e ora, senza condizioni. Nessun altro può farlo per te. Gli altri possono solo assisterti ed incoraggiarti, ma nessuno può insegnarti come amare te stesso. Questo è il lavoro di ogni singola anima. Il vero amore non cambia. Esiste indipendentemente dalla forma con la quale si esprime perché la Fonte di questo Amore Eterno, Onnipresente e privo di forma è dentro di te. Ecco dove la fiducia deve essere riposta. Questo amore è certo come ogni cosa che conoscerai e, una volta che sarà ben saldo nel tuo cuore, non avrai più bisogno di cercare la felicità al di fuori di te. Nella tua vita le persone andranno e verranno. Alcune ti tratteranno bene altre malamente. Accetterai l’amore che è in loro e vedrai la sua mancanza per quello che è: un grido d’aiuto da parte di chi soffre. Incoraggerai gli altri a trovare la Fonte dell’Amore in loro stessi come hai fatto tu, sapendo benissimo di non poter risolvere i loro problemi. La tragedia della loro vita può essere affrontata solo dalla loro disponibilità a guardare dentro i loro cuori e alla loro mente. Chi ama senza condizioni non pone limiti alla libertà propria né a quella altrui, non cerca di trattenere l’amore, perché cercare di trattenerlo significa perderlo. L’amore è un dono che va sempre dato quando è richiesto e chi lo dona sa sempre quando e a chi va dato. Non c’è nulla di difficile nell’atto d’amore. Lo diventa solo se s’inizia a trattenere amore, ed allora esso cessa di essere amore offerto. Chi ama se stesso non teme di essere solo, perché la solitudine offre l’opportunità di amarsi e di accettarsi ancor più profondamente. Se la persona amata lo rifiuta, si sente forse indegno e si compiange ritraendosi dal mondo o mettendosi alla ricerca di un sostituto? No, egli continua semplicemente a respirare e ad estendere il suo amore ad ogni passo della sua esperienza. Chi ama se stesso incondizionatamente non ama in una certa misura, né pretende di controllare il suo amore. Non cerca qualcuno di speciale da amare ma ama chiunque gli stia davanti. Nessuno è più o meno degno del suo amore di un altro. 18 Aprile 2011
HO CONOSCIUTO LA MIA COMPAGNA DELLA VITA PASSATAAvevo (e ho tutt'ora) un dolore alla tibia sinistra. Avevo provato a trattarmi e avevo scoperto che il dolore era dovuto ad una memoria ma che non potevo liberarla. Qualche giorno dopo sono andato dal mio fisioterapista, mi ha fatto lui altri test ed è risultato che era appunto una memoria... Fatto stà che dopo avermi trattato, ho fatto io un piccolo trattamento a lui e mentre era disteso sul lettino hanno suonato al campanello e sono andato ad aprire. C'era una ragazza, le ho aperto e poi sono tornato a completare ciò che avevo iniziato. Una volta finito, ci troviamo tutti e Così Paolo le ha fatto dei test, e ha detto che eravamo dello stesso gruppo spirituale (io e Federica, così si chiama la ragazza) e che eravamo "intimi".
Lei la sera stessa mi ha scritto un sms e dopo che le ho detto d'aver sognato la riappacificazione con una mia parte femminile e che ricevevo una chiamata da un'amica che si chiama Federica… ho aggiunto: "sarà un caso?" Lei mi ha risposto: ":-) :) è il contrario del caso, è frutto dell'impegno che stai e stiamo mettendo x questo :-) !! Quando sei uscito, prima, mi sono scese le lacrime, ho sentito e poi lasciato uscire vecchie memorie, ho rivissuto la difficoltà a lasciarti andare. Si, la sensazione era come se prima fosse rimasta una piccola resistenza e contrasto tra di noi e...ORA IL REINCONTRO E LA RIAPPACIFICAZIONE :-) :-) :-) !! GRAZIE un abbraccio di Luce Sempre**** "
Non sono sicuro d’essermi liberato completamente della memoria e…per il momento ho il permesso di conoscere le "Leggi Universali" ma non il “Piano Divino”...forse come a dire di non aspettarmi nulla, di non dare nulla per scontato, di non sprecare energia a fare ipotesi perché il Piano potrebbe essere più complesso di quanto possa credere… 02 Aprile 2011
AMORE, SESSO, COMPASSIONE"ciò che noi chiamiamo Amore in realtà è un intero spettro della relazione, che si estende dalla Terra al cielo. Al livello più terreno, l'amore è attrazione sessuale. Molti di noi restano bloccati lì, poichè il nostro condizionamento ha gravato la nostra sessualità con ogni sorta di aspettative e repressioni. In verità, il "problema" più grande rispetto all'amore sessuale è che l'amore non dura per sempre. Solo se accettiamo questo fatto, possiamo poi celebrarlo veramente per ciò che è - accogliere l'accadere e dirgli addio con gratitudine allorchè non c'è più. E in seguito, man mano che maturiamo, possiamo iniziare a sperimentare l'amore che esiste oltre la sessualità e rispettare l'individualità unica dell'altro. Allora si inizia a comprendere che il nostro partner spesso funziona come uno specchio, egli riflette aspetti non visti del nostro Sè profondo e ci sostiene affinchè diventiamo integri. Questo amore è fondato sulla libertà, non sulle aspettative o i bisogni. Le sue ali ci fanno volare sempre più in alto verso l'amore universale che sperimenta il Tutto come un'unità”. “occorre prender nota di queste 3 cose: l’amore più basso è sesso – è fisico - e l’amore più elevato e raffinato è compassione. Il sesso è al di sotto dell’amore, la compassione ne è al di sopra; l’amore è esattamente nel mezzo. Pochissime persone conoscono cos’è l’amore. Il novantanove per cento delle persone, sfortunatamente, considerano amore la sessualità – non lo è. La sessualità è estremamente animale, di certo possiede le possibilità per crescere e diventare amore, ma non è vero amore, è solo un potenziale… Se diventi consapevole, attento, meditativo, allora il sesso può essere trasformato in amore. E se il tuo essere meditativo diviene totale, assoluto, l’amore può essere trasformato in compassione. Il sesso è il seme, l’amore è il fiore, la compassione è la fragranza. Il Buddha ha definito la compassione come ‘amore più meditazione’. Quando il tuo amore non è solo il desiderio dell’altro, quando il tuo amore non è solo un seme, quando è una condivisione, quando il tuo amore non è l’amore di un mendicante, bensì di un imperatore, quando il tuo amore non chiede qualcosa in cambio, ma è pronto solo a dare – a dare per la pura gioia di dare – allora aggiungici la meditazione e si sprigionerà la pura fragranza. Quella è compassione; la compassione è il fenomeno più elevato che ci sia.” 11 Marzo 2011
È UN CASO? È UN MIRACOLO?L’altro giorno, leggendo un libro (AMARE SENZA CONDIZIONI – riflessioni dalla mente di Cristo) sono “inciampato” sul capitolo “il bisogno di miracoli” e mi sono deciso a scrivere quanto è successo nella mia vita. Alcuni di voi, miei amici qui nel sito o anche nella vita privata, già sanno (chi più e chi meno) parte di ciò che stò per rendere "più pubblico". Parto da ciò che dice il libro: - I miracoli sono la dimostrazione dell’azione della Mente Divina nella tua mente e nella tua esperienza e sono strumenti necessari per l’insegnamento, proprio come lo erano duemila anni fa. Ogni miracolo dimostra che l’amore è più forte della paura. Non sottovalutare quanto del tuo mondo sia nato dalla paura, guardati intorno e osserva i tuoi pensieri. C’è un luogo dove la tua paura non ha preso piede? Non te lo chiedo per deprimerti, ma solo per farti essere realistico e farti vedere le cose per quello che sono. Fai un inventario dei tuoi pensieri. Non puoi arrivare all’amore senza renderti conto di quanto i tuoi pensieri siano basati sulla paura. Renderti consapevole dei tuoi pensieri di paura offre la possibilità di un’alternativa. Ma, per favore non cercare di sostituire pensieri negativi e pieni di paura con pensieri positivi e di amore, perché questo creerebbe solo un conflitto mentale. Lascia invece lavorare la consapevolezza, semplicemente rendendoti conto della paura e percependola. Poi, quando l’avrai sentita fino in fondo, dì semplicemente: “Padre, sono pronto ad attraversare la mia paura. Aiutami per favore”. E sii disposto a ricevere l’aiuto richiesto. Posso assicurarti che non ti sarà rifiutato. Quando chiedi aiuto, riconosci l’esistenza di un potere più grande della paura ed esprimi anche il desiderio di lavorare con esso per uscire dalla paura dal conflitto della tua vita. Vorrei suggerirti anche un’altra cosa: quando chiedi aiuto, riconosci che stai chiedendo che i tuoi pensieri siano cambiati e afferma: “Padre, sono disposto a cambiare idea rispetto a questa situazione. Per favore, aiutami a vedere con i Tuoi occhi con eguale amore per me stesso e per gli altri”. Questa, fratello mio, è una preghiera efficace, riposati nella sua forza e nella sua pace; lascia che Dio ti risponda in ogni parola, in ogni gesto, in ogni azione. Non puoi sperimentare il Miracolo, se non sei disposto a riceverlo. Per sperimentare il Miracolo, sono necessarie le seguenti condizioni:
Quando tutti e tre i fattori saranno presenti, il Miracolo si manifesterà. Purtroppo, anche se il Miracolo si fosse manifestato nella tua vita, potresti non saperlo. Questo perché hai un’idea preconcettata di come il Miracolo dev’essere. Così, anche se sta seduto proprio accanto a te, potresti non riconoscerlo. A che serve un Miracolo se non riesci a trovarlo? Se accettassi il Miracolo con il cuore, capiresti che potrebbe presentarsi in un modo diverso da quello che avresti immaginato. Sii aperto alla sua presenza nella tua vita e permettigli di rivelarsi a te. Alcuni di vuoi potrebbero chiedersi: “Perché Dio non mi fa il Miracolo che gli chiedo?”. Questo è dovuto al fatto che il Miracolo che chiedi potrebbe non liberarti della paura e, pertanto, non essere miracoloso. La tua paura ricreerebbe le condizioni che ti hanno portato ad aver bisogno della dimostrazione richiesta. Lascia che Dio sia l’unico a rispondere alle tue preghiere, non cercare di dirGli di cosa hai bisogno: Egli lo sa meglio di te. Puoi avere fiducia in questo. Apriti alla Sua presenza nella tua vita e sii disposto ad imparare da Lui e su di Lui. Con questa disponibilità, la paura svanirà e tu ti risveglierai alla tua vera natura. – Ora arrivo a me, a ciò che ho potuto sentire, vedere e vivere. Parto da una cosa che mi ha raccontato una persona, un amico direi: aveva fatto un incidente automobilistico piuttosto grave ed era stato ricoverato in ospedale. Aveva una qualche grave infezione ad una gamba e il dottore che lo seguiva lo aveva avvisato che se entro un paio di giorni non cominciava a migliorare: avrebbero dovuto amputare. La notte stessa, sentì una voce dentro di se, un po’come parlare con se stessi anche se era un po’diverso. Quella voce gli disse che se voleva salvare la gamba, avrebbe dovuto tagliarsi la coda. Era un tipo sul Country, appassionato di cavalli, stivali e capelli lunghi. A dire suo i capelli erano il suo orgoglio, forse la cosa a cui teneva di più. Fatto stà che li tagliò e dal giorno successivo la gamba iniziò a migliorare. C’è chi dice che in quei casi si parli con il proprio inconscio, chi dice con l’anima, con Dio o con il proprio Angelo Custode…per me non è importante con chi credi di parlare…l’importante è il risultato. L’ho conosciuto “per caso” ad una partita di calcetto…il che dovrebbe svelarvi che stà bene, una meraviglia direi. Cosa penso? Beh, a me è successo qualcosa di simile, più di una volta. Anch’io come lui ho fatto un incidente in macchina…”per caso” perché capita che da soli, da sobri e a bassa velocità si può comunque uscire di strada…il che in un qualche linguaggio superiore può voler dire che la strada che stiamo percorrendo, nella nostra vita, non è quella giusta. Non so definire bene quando ma anch’io, attorno a quel periodo appena successivo all’incidente, ho fatto un “discorso strano con me stesso”. Ero a letto e una voce mi risuona nella mente e mi dice: “devi lasciare Alice”. Alice era la mia ragazza in quel tempo…eravamo assieme da quasi sette anni. Risposi: “perché?” Lui: “perché non è quella giusta” Io: “lo so…ma non ho motivi per lasciarla” Sapevo che le cose non andavano benissimo, cioè percepivo qualcosa ma non c’erano motivi per separarsi…almeno credevo. Così aggiunsi: “forse se mi innamorassi di un’altra…potrei” E ciò che aggiunsi poi…probabilmente mi fregò: “si ma non di una qualsiasi: di quella giusta” Lui: “ti costerà” Io: “lo so…mi conosco: non tradirei, le cose non funzionerebbero subito…ma la potrei vedere dopo un anno” Lui: “due” Io: “uno e mezzo…” Lui: “vediamo cosa posso fare” Poi mi sono dimenticato tutto, tutto quel discorso. Il ricordo è riaffiorato più avanti…molto più avanti. Intendo dopo l’aver conosciuto “Debora”, dopo l’essermene innamorato, dopo che tra me e lei ci fu un taglio netto senza neppure un bacio, dopo che tra me e Alice le cose finirono e dopo più di un anno di ricerca di questa Debora. Però mi si avverò tutto: dopo un anno e mezzo…l’ho rivista. In tutto quel tempo sono cresciuto, mi sono ritrovato a seguire corsi sull’energia e probabilmente ad andare oltre. Per la cronaca: non stò con Debora…non ancora. Non so se definirlo un Miracolo…ma non è il solo e questo mi fa pensare e sperare. Un’altra volta, ero con degli amici, ad una specie di fiera. C’erano macchine agricole, automobili e una sfilata valevole per “miss bella di marca”. Eravamo un gruppo misto: donne per i vestiti, maschi per le modelle ma un amico ed io ci siamo staccati dal gruppo per vedere le macchine…perché lui aveva intenzione di cambiare la sua. Fatto sta che dopo il “giretto vetture”, guardo il palco, poso gli occhi sulla ragazza che stava sfilando e mi dico: “per una così…potrei anche lasciar perdere Debora!”. La voce interiore: “la vuoi conoscere?” Io: “perché no?” Lui: “è pericoloso” Io: “so bene ciò che provo per Debora e ne so il significato” Non mi rispose. Comunque, tempo dopo, dopo esser entrato nella pagina fecebook di un’amica, guardando le sue foto…mi resi conto che era lei: la fanciulla di quel “discorso tra me e me” (erano le foto del concorso, di quella sera). 07 Marzo 2011
MERIDIANI ENERGETICIMeridiani “Straordinari” Vaso Concezione - yin: femminile (energia dal basso verso l'alto) - legato alla concezione – idee – lavoro - creatività È la capacità di concepire e realizzare È la capacità di avere una visione della propria vita Vaso Governatore - yang: maschile (energia dall'alto verso il basso) - padronanza della situazione – è il timone – da oggi al passato È la capacità di sentirsi sostenuti (da altri o da se stessi o dalla famiglia) E il posteriore (rappresenta il passato) È il sentirsi sostenuti dalle proprie esperienze (e dal farne tesoro) Meridiani “Ordinari” (12 uno ogni 2 ore) Stomaco (yang) dalle 07.00 alle 9.00 È legato alle nostre aspettative È legato alla figura materna Uno squilibrio è tipico in una persona che si lamenta e si considera debole o usa il dolore per estorcere qualcosa agli altri. Non è mai colpa sua. Milza/Pancreas (yin) dalle 9.00 alle 11.00 È la capacità di confidare in se stessi È legato alle preoccupazioni Squilibrio tipico di chi dice: “se non mi preoccupassi morirei” Regola la glicemia Cuore (yin) dalle 11.00 alle 13.00 È il saper relazionarsi con Se Stessi Una buona relazione con se stessi = circolazione migliore L’infarto = raccontarsi troppe balle Intestino Tenue (yang) dalle 13.00 alle 15.00 È detto anche “il cervello organico” È legato all’assimilare delle esperienze Assimili l’esperienza e fai un passo avanti “imparo dalle mie esperienze e assimilo anche il cibo” Vescica (yang) dalle 15.00 alle 17.00 È stanchezza e stress in generale È legato alle responsabilità È la capacità di stare nelle situazioni Reni (yin) dalle 17.00 alle 19.00 È la gioia d’esser vivi È la volontà d’esser vivi È legato alla paura di morire o di restare da soli Maestro del Cuore (yin) dalle 19.00 alle 21.00 È legato alla sessualità È legato alla capacità di relazionarsi con gli altri (anche in intimità) – confidarsi, fidarsi, troppa gelosia, rimorso,… È legato a tutta la sfera relazionale È legato alla vita non vissuta e alla disparità tra desiderio e realtà (prostata) Triplice Riscaldatore (yang) dalle 21.00 alle 23.00 È legato al sistema tiroideo/metabolismo È legato all’espressività verbale e gestionale Lega l’armonia delle emozioni È legato all’espressione delle emozioni (il nodo in gola) È legato all’aspetto “neuro-ormonale” Fede e speranza nei confronti della vita Riduzione del sistema immunitario = riduzione relazioni della vita Vescica Biliare (yang) dalle 23.00 alle 01.00 È il giudice È la capacità di fare le scelte È rimurginazione e indecisione Fegato (yin) dalle 01.00 alle 03.00 Rappresenta l’IO della persona È l’egocentrismo È l’accettazione dei cambiamenti nella propria vita È l’incazzatura da “impotenza” (quello che ha torto e si incazza) Polmone (yang) dalle 03.00 alle 5.00 È il rapporto con la sessualità È entrare in contatto con il mondo che ci circonda accettando l’unicità della singola persona Fumo = nascondere il proprio gusto Intestino (yin) dalle 05.00 alle 07.00 È il lasciar andare le cose È il far spazio ai cambiamenti È il lasciare indietro ciò che non serve più |